Si sente spesso parlare di impatto ambientale, ma forse sono poche le persone che conoscono gli effetti disastrosi di alcune condotte umane sul nostro pianeta. I meccanismi produttivi della moda, ad esempio, possono danneggiare il nostro Pianeta da molti punti di vista.

Ma, prima di capire in modo approfondito in che modo la moda con i suoi modelli di business può danneggiare il nostro Pianeta, dovremmo avere ben in chiaro cosa si intende per impatto ambientale.  

L’impatto ambientale si verifica quando l’uomo compie un’azione che altera positivamente o negativamente un ambiente.
Numerosi studi e ricerche sono stati condotti sull’impatto che la moda ha sul nostro Pianeta e, nonostante i numeri differiscano, c’è un dato che le accomuna tutte ed è il seguente: la moda ha un forte impatto sul nostro Pianeta e ciò è dovuto alla produzione eccessiva di indumenti nuovi.

Moda ed impatto ambientale: ecco come danneggiamo il nostro Pianeta

  • Risorse idriche

Per la produzione dei vestiti viene richiesta una elevata quantità di acqua, della quale un buon 90% viene riutilizzato nel sistema idrico senza verificare lo stato di salubrità della stessa. Un ulteriore problema riguarda lo smaltimento delle sostanze tossiche con cui vengono trattati i capi di abbigliamento, che molto spesso vengono riversano nei fiumi, mari e acque in generale.

  • Cambiamenti Climatici

Uno dei fattori che determina i cambiamenti climatici è proprio la moda o per lo meno il modello fast fashion. Il settore contribuisce in modo significativo a produrre tonnellate e tonnellate di CO2, come evidenziato in numerose ricerche del WWF. Molte aziende utilizzano troppa acqua e poche materie riciclate contribuendo al fenomeno dei gas serra e all’inquinamento atmosferico.

  • Pesticidi

Secondo la produzione lineare nel settore tessile vengono utilizzati molti prodotti o chimici, più di quanti ne utilizzino gli agricoltori per le loro attività agricole. Ad esempio, per la coltivazione del cotone vengono utilizzate in dosi elevate prodotti chimici molto dannosi, alcuni dei quali sono stati vietati in Europa. Di conseguenza, l’utilizzo di pesticidi produce la riduzione della fertilità del suolo, la perdita di biodiversità e l’inquinamento delle acque del suolo.

La soluzione? Passare da un sistema lineare ad un sistema eco-sostenibile

Secondo il modello fast fashion, per la produzione e la manutenzione dei vestiti vengono impiegate risorse non rinnovabili.  Gli abiti hanno vita breve e sono pronti per essere rimpiazzati velocemente da vestiti completamente nuovi. La cultura del riciclo non è contemplata in questo modo di intendere la moda e ciò che viene gettato via finisce nelle discariche.

Purtroppo, ad oggi, la produzione lineare è più diffusa rispetto a quella circolare/sostenibile. Di conseguenza si produce tanto, utilizzando risorse nuove non rinnovabili, mentre lo smaltimento è una pratica ancora poco consolidata tra le aziende. 

Al contrario un modello che abbraccia l’ecosostenibilità e il rispetto del pianeta, promuove e adotta l’utilizzo di tessuti naturali e biodegradabili nei cicli di produzione. La biodegradabilità nel settore tessile assume un’importanza centrale. Alcune aziende, come la nostra, ad esempio producono abiti fabbricati con tessuti biodegradabili, come il cotone organico.

Un materiale biodegradabile, nello specifico, è capace di degradarsi senza necessità d’interventi esterni. Durante il processo di biodegradazione, le sostanze di partenza si trasformano pian piano in molecole inorganiche semplici come l’acqua senza rilasciare sostanze inquinanti. Se sei interessato all’acquisto di capi di qualità e rispettosi dell’ambiente, scopri di più sulla nostra azienda e i materiali utilizzati nella produzione dei nostri capi.

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