Abbiamo già parlato precedentemente di alcuni dei vantaggi del cotone organico e del perché è una delle fibre tessili preferite da ProtoXtype per la realizzazione delle sue collezioni.

Come sappiamo il cotone organico è l’alternativa sostenibile al cotone standard. Cos, Levi’s e molti altri brand hanno deciso di inserirlo nelle loro nuove collezioni e il perché sia così amato, lo sappiamo già. Il cotone organico, detto anche cotone biologico, è infatti un cotone coltivato naturalmente con metodi e prodotti che hanno un basso impatto sull’ambiente. Tutte le erbacce presenti nelle coltivazioni vengono eliminate manualmente, e il controllo dei parassiti viene effettuato in modo naturale. Per la produzione di cotone organico inoltre, vengono utilizzati sistemi di produzione biologica per fertilizzare il terreno ed è completamente eliminato l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici, tossici e persistenti nel cotone stesso e nell’ambiente. 

Il cotone organico risulta anche al tempo del COVD-19 la scelta vincente fra le differenti industrie tessili. Nonostante la crisi infatti, che ha portato ad un brusco calo della richiesta e della produzione del cotone tradizionale, il cotone organico è sempre più richiesto e aumentano i brand di moda che si muovono verso il “gemello” sostenibile della fibra candida, tutto a nome di una sostenibilità sempre più richiesta e ricercata dai clienti e dal nostro ambiente. 

Differenze tra cotone e cotone organico.

Ma cosa lo differenzia davvero dalla tradizionale fibra di cotone? I reali vantaggi del cotone organico non sono solo sociali, ma anche ambientali. Lo dimostra lo studio commissionato nel 2014 da Textile Exchange a LCA (The Life Cycle Assessment), organizzazione internazionale che misura la sostenibilità di un prodotto valutandone l’intero ciclo di vita. Secondo i risultati, rispetto a quella standard, la coltivazione bio del cotone abbassa del 46% il rischio di riscaldamento globale e del 70% quello di acidificazione del suolo e dell’acqua. Riduce inoltre del 26% il fenomeno dell’eutrofizzazione, dovuto all’impoverimento del suolo e al rilascio dei pesticidi e fertilizzanti che inquinano le acque e uccidono gli ecosistemi di fiumi, laghi e coste, e del 62% l’utilizzo di energie non rinnovabili. L’incremento di utilizzo di questa fibra è ormai inarrestabile: solo nel 2019 la fibra ha infatti rappresentato il 23% della produzione globale di filati, rispetto ad uno 0,68% della produzione globale nel 2017-18 dello stesso filato. 

E’ evidente dunque una transizione verso sistemi più sostenibili e la scelta del cotone organico intrapresa ormai da anni da ProtoXtype si rivela più che mai vincente.

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